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Dicembre 23, 2020

ESERCIZIO ABUSIVO DELLA PROFESSIONE TURISCTICA

Non si ferma il contrasto all’abusivismo, la Regione Piemonte, a firma dell’assessore Regionale Vittoria Poggio, ha scritto ai Sindaci Piemontesi per richiamare la normativa sull’esercizio delle professioni turistiche a tutela della legalità e in difesa dei legittimi interessi delle figure professionali abilitate secondo la legge Regionale (guide turistiche, accompagnatori turistici, naturalistici, cicloturistici e del turismo equestre) .

Infatti si ricorda che l’esercizio delle professioni su citate è riservato, ai sensi dell’art.8 della L.R. 33/2001/DGR 2009, a coloro che hanno conseguito, mediante la frequenza di appositi corsi di qualificazione presso le agenzie formative regionali, specifica abilitazione professionale e risultino iscritti negli elenchi tenuti presso le Province e le Città Metropolitane di Torino.

Questa nuova sistematica politica di contrasto all’abusivismo, fortemente voluta dall’assessore Regionale, fa seguito a diverse segnalazioni delle varie figure professionali abilitate operanti nel territorio e afferenti al Consorzio degli Operatori Turistici Conitours (Confcommercio Cuneo), i cui rappresentanti (24 guide turistiche , 27 accompagnatori cicloturistici) hanno più volte sollecitato le istituzioni su questo tema; nel caso la situazione non migliori non si esclude la presentazione di esposti presso le autorità competenti.

Da diversi anni, infatti, i professionisti abilitati e regolarmente iscritti all’elenco ufficiale, lamentano una inammissibile e crescente presenza di individui intenti ad esercitare abusivamente la professione di guida turistica e accompagnatore cicloturistico e naturalistico presso i principali siti turistici, ambientali e culturali della nostra Provincia.

Tra loro vi sono abusivi che fanno parte o lavorano regolarmente per conto di associazioni culturali/sportive che, con la scusa di promuovere il territorio anche a mezzo di siti web e pagine social, propongono apertamente visite guidate, abusivi interni a strutture Regionali o private, sino a proporre anche pacchetti turistici, attività in capo ai tour operator, con contratti di collaborazione diretti o indiretti (e comunque non per svolgere l’attività di guida turistica), che accompagnano scolaresche o gruppi di turisti talvolta anche al di fuori delle strutture stesse; abusivi afferenti direttamente a organizzatori di viaggi, talvolta dotati di tesserino di accompagnatore ma non di quello di guida turistica, e infine abusivi che accampano, del tutto illegittimamente, il diritto di esercitare occasionalmente la funzione di guida turistica o altro perché muniti di una qualche laurea attinente (archeologia, storia dell’arte o beni culturali) sebbene siano comunque sprovvisti dell’abilitazione e del relativo tesserino di guida turistica o nel caso degli accompagnatori cicloturistici corsi organizzati da varie accademie/federazioni sportive che rilasciano abilitazioni non riconosciute in funzione di svolgere detta professione.

Su tutto il territorio regionale nessuno di essi può, in ogni caso, esercitare la professione delle varie abilitazioni turistiche della Regione Piemonte senza commettere il reato di esercizio abusivo della professione e incorrere nelle relative sanzioni penali previste dalla normativa vigente.

A tale proposito è utile ricordare che in Piemonte la professioni turistiche sono regolamentate dalla Legge Regionale n° 33 del 2001/DGR 2009, la quale oltre a definire le figure professionali e i titoli abilitanti stabilisce anche le sanzioni amministrative,art.13, pecuniarie che sono comminate dai Comuni (preposti al controllo su delega della Regione) a “chiunque eserciti, anche occasionalmente, le professioni, senza essere in possesso della relativa autorizzazione“, nonché a chiunque (nella fattispecie agenzie di viaggio, tour operator, associazioni di varia natura, ecc.) “per l’espletamento dell’attività delle professioni turistiche di cui sempre all’art. 13 comma 2 si avvalga di soggetti non muniti di autorizzazione” (sanzioni amministrative da 500 a 5.000 euro a secondo dell’infrazione commessa ).

Si tratta, dunque, di un illecito da non sottovalutare e che comporta gravi danni al comparto turistico: un danno economico per gli operatori abilitati che legittimamente esercitano questa professione dopo aver superato un impegnativo e costoso esame abilitante ed essersi iscritti all’elenco ufficiale e che subiscono i duri effetti di una concorrenza sleale da parte di chi, non pagando le tasse, può permettersi di lavorare a tariffe inferiori, un danno di immagine per i luoghi di interesse turistico e culturale nei quali tali soggetti abusivi imperversano privi di una adeguata preparazione culturale e tecnica che li renda idonei al compito richiesto, offrendo spesso un’immagine superficiale del luogo che li ospita e, infine, un danno per l’erario e la collettività atteso che tali soggetti sfuggono a qualunque controllo amministrativo, creando altresì un fenomeno di evasione fiscale che, dai singoli abusivi, si estende alle associazioni di comodo che si dicono senza fini di lucro, ad altri organizzatori di viaggi che più o meno consapevolmente li utilizzano.

“Di questi tempi di pandemia questo è un illecito ancor più odioso che mina in profondità le possibilità di sviluppo economico trasparente e legale della nostra Provincia che – come spesso si dice – potrebbe vivere di turismo. In conclusione rivolgiamo anche noi l’invito ai sindaci affinché facciano svolgere attento monitoraggio a cura degli agenti della polizia municipale” sottolineano le Guide turistiche di Cuneo Alps e Gli Accompagnatori Cicloturistici di Cuneo Bike Experience